Dopo aver introdotto Flutter, Dart e l’ambiente di sviluppo, la Lezione 2 del nostro corso affronta uno dei passaggi più delicati per chi inizia:
capire come è strutturato un progetto Flutter e come funziona realmente sotto il cofano.
Questa lezione è ora disponibile gratuitamente su YouTube, come parte del rilascio pubblico del corso.
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Perché molti progetti Flutter diventano confusi fin dall’inizio
Uno degli errori più comuni nello sviluppo Flutter è iniziare a scrivere codice senza capire:
- quali file sono davvero importanti
- cosa viene eseguito all’avvio dell’app
- dove va inserito il codice
- cosa può essere ignorato (almeno all’inizio)
La Lezione 2 nasce proprio per eliminare questa confusione.
Non introduce pattern avanzati, ma costruisce una mappa mentale corretta del progetto Flutter.
La struttura di un progetto Flutter
In questa lezione analizziamo in modo dettagliato:
- la cartella
lib/e il suo ruolo centrale - i file generati automaticamente
- la differenza tra codice applicativo e configurazione
- perché certe cartelle esistono e a cosa servono
L’obiettivo non è memorizzare una struttura, ma capire perché Flutter è organizzato in questo modo.
main.dart: il vero punto di partenza
Uno dei focus principali della lezione è il file main.dart.
Qui spieghiamo:
- perché
main()è il punto di ingresso dell’app - cosa fa davvero
runApp() - perché tutto in Flutter parte da un widget
- come Flutter costruisce l’albero dell’interfaccia
Questi concetti sono fondamentali per capire più avanti:
- rebuild
- stato
- performance
pubspec.yaml: molto più di un file di dipendenze
Il file pubspec.yaml viene spesso visto come un semplice elenco di package.
In realtà è uno dei file più importanti del progetto.
Nella lezione analizziamo:
- gestione delle dipendenze
- differenza tra
dependenciesedev_dependencies - asset e font
- importanza del file di lock
Capire questo file evita molti problemi di build e configurazione.
Android e iOS: cosa devi sapere (e cosa puoi ignorare)
Flutter genera anche codice nativo per Android e iOS, ma non tutto è rilevante da subito.
In questa lezione spieghiamo:
- quali file Android e iOS è utile conoscere
- quali puoi tranquillamente ignorare all’inizio
- quando è necessario intervenire sul codice nativo
- perché modificare queste cartelle “a caso” è pericoloso
Questo aiuta a mantenere il focus su Flutter senza creare confusione.
Flutter non è magia: come funziona il rendering
La Lezione 2 introduce anche i concetti base di:
- rendering
- ricostruzione della UI
- differenza tra descrizione dell’interfaccia e UI reale
Senza entrare ancora nei widget nel dettaglio, questa parte prepara il terreno per la Lezione 3, dove questi concetti diventano centrali.
Perché questa lezione è fondamentale
La Lezione 2 serve a evitare uno degli errori più costosi nello sviluppo Flutter:
scrivere codice senza capire il contesto in cui vive.
Chi salta questa fase spesso:
- struttura male il progetto
- duplica codice
- fatica a seguire lezioni più avanzate
- attribuisce a Flutter problemi che sono strutturali
Questa lezione costruisce una base solida per tutto ciò che viene dopo.
Il corso Flutter gratuito su YouTube
La Lezione 2 fa parte di un corso Flutter che stiamo pubblicando gratuitamente su YouTube.
La playlist contiene:
- video introduttivo
- Lezione 1
- Lezione 2
Ogni settimana viene aggiunta una nuova lezione.
? Playlist completa del corso Flutter
Le lezioni sono registrazioni reali di un corso live:
niente montaggi, niente contenuti “da tutorial veloce”.
Conclusione
Prima di parlare di widget, layout e stato, bisogna capire dove si sta lavorando.
La Lezione 2 serve esattamente a questo:
dare una visione chiara del progetto Flutter e del suo funzionamento di base.
Nel prossimo articolo entreremo nel cuore del framework:
widget e costruzione dell’interfaccia utente.

